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Industria 4.0: risultati 2017 e progetti 2018

progetti industria 4.0E’ passato poco più di un anno dal varo del programma Industria 4.0 ed è possibile finalmente vedere i primi dati sull’impatto di questo piano economico.

Di certo ne avrete già sentito o letto e quindi con questo articolo cercheremo di guardare nel dettaglio quegli elementi di interesse dal punto di vista dell’imprenditore.

E in generale a chi voglia guardare agli scenari dell’innovazione e alle possibilità di finanziamenti agevolati.

Lettura dei risultati macroeconomici

Nel documento rilasciato dal Mef vengono presi come dati macroeconomici all’interno dei quali descrivere il fenomeno Industria 4.0, il pil, la produzione industriale e l’occupazione.

In seguito alla crisi del 2012 tutti e tre questi valori hanno visto il segno positivo anche se la strada per i risultati pre crisi sembra ancora lunga.

Il dato più significativo a nostro avviso è quello sulla produzione industriale: una ripresa lenta ma costante.

Il futuro che attende il mondo industriale, dalle piccole alle grandi imprese, è ricco di novità, che se da una parte spaventano facendo temere il peggio per molti lavori, dall’altra sono la direzione obbligata verso cui guardare per non perdere in competitività ed una speranza per un nuovo modello di crescita.

Gli strumenti di investimento e le fonti di credito nel 2017 – 2018

Per l’impresa alla ricerca di fonti di investimento le opzioni oggi disponibili sono moltiplicate rispetto a una decade fa.

Si sta diffondendo uno nuovo modo di intendere il finanziamento con l’introduzione di finanziamenti non bancari come PIR (Piani individuali di risparmio 10 Miliardi di raccolta nel 2017), Quotazioni (ca. 40 quotazioni nel 2017, attese il doppio per il 2018), Patent Box (detassare il reddito su brevetti e marchi per 5 anni, 320 Milioni, (vuoi sapere come si registra un marchio? Vedia rticolo) nel 2017, e Fintech.

Per le start up è possibile contattare Venture Capital e investitori privati, un fenomeno in Italia in crescita ma ancora molto marginale con un volume di investimenti di soli 140 Milioni.
Un rapporto per l’italia di 0,005 VC/Pil rispetto allo 0,036 della Francia.
Nei prossimi tre anni l’obiettivo del piano industria 4.0 è quello di portarli a 2,6 mld.

Da mondo del web arrivano anche le piattaforme di Crowdfounding e equity.

Dal fondo R&S è previsto nel triennio 2017-2010 un aumento di 11,3 Mld di € di spesa privata.
Inoltre le PMI innovative possono accedere ad ulteriori agevolazioni.
Per le imprese innovative inoltre esiste la garanzia InnovFin.

Una tendenza comune a questi strumenti è quello di puntare sulla trasparenza e condivisione di governance con gli investitori.

Gli strumenti di finanziamento innovativi sono in crescita ma il finanziamento bancario è ancora la fonte principale, anche grazie agli incentivi di ammortamento e Legge Sabatini. Quasi 80 Miliardi di Euro di investimenti trainati da un +13% sui macchinari e +7% sulle apparecchiature elettroniche.
Un mercato in crescita sia nel mercato Italiano che in quello estero.
Nel 2018 sono attesi 90 Mld di Euro di investimenti privati anche grazie al supporto della riforma e rifinanziamento del fondo di garanzia e ai contratti di sviluppo.

Quali investimenti nel 2017 e previsioni 2018

Gli investimenti hanno riguardato principalmente le grandi aziende nel 2017. Per il 2018 è previsto un aumento significativo degli investimenti 4.0 anche nelle PMI.

Gli ambiti di spesa nel 2017 sono stati: software, internet of things, cloud, security e robotica. Nel 2018 a queste voci si aggiungeranno anche formazione e reclutamento, che insieme si prevede saranno l’investimento maggiore delle imprese in ambito 4.0 per il 2018.

Azioni per il 2018

Le opere del 2018 su cui si fonda il proseguimento del piano 4.0 sono l’ampliamento della fibra ottica (nel 2020 il 100% delle aziende dovrebbe avere linea a 30Mbps) e il potenziamento della formazione.

Per stimolare la ripresa sono stati messi sul piatto degli investimenti numerosi strumenti, ma è solo in questo secondo anno che è emerse la preoccupazione di un futuro segnato da un emergenza occupazionale per mancanza di personale formato sui temi Industria 4.0.

Oltre ad Hub di innovazione e ricerca il gap più profondo rispetto agli altri paesi europei è sulla formazione superiore.

L’Italia corre il rischio di un’ondata di disoccupazione tecnologica; per gestire al meglio le nuove professionalità legate alle nuove tecnologie gli altri paesi europei possono contare su centinaia di migliaia di studenti iscritti agli istituti tecnici statali.

In Italia ci sono solamente 9.000 inscritti contro il 760.000 della Germania.
Oltre a raddoppiare il numero di iscritti agli ITS il governo punta a sviluppare il trasferimento tecnologico dalle scuole alle PMI e a colmare il gap in competenze digitali rispetto al resto dei paesi UE.

Anche la formazione di lavoratori trai i 24 e i 65 anni è un’opportunità poco sfruttata in Italia, solo 8,3% dei lavoratori contro il 18% della Francia.

Nel 2018, e quasi sicuramente anche negli anni successivi, le imprese potranno beneficiare fino a 300.000 € anno come 40% credito di imposta per formazione in ambito 4.0

Lo scenario delle nuove opportunità si sta facendo sempre più complesso. Gestire il vento dell’innovazione può sicuramente portare lontano il sistema Italia ma oltre ad investimenti richiede la praticità e freschezza per farli rendere al meglio.

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