Imprenditorialità: un valore da insegnare

Nella newsletter di questo mese non parliamo di finanza, vi proponiamo invece una riflessione che mette insieme il mondo della scuola e il futuro delle imprese.

Partiamo da due dati di fatto: il primo è che le imprese del nord-est sono principalmente PMI a gestione familiare, che prima o poi dovranno affrontare lo spinoso problema del passaggio generazionale.

Il secondo dato di fatto è lo scontento sempre più diffuso nei confronti del sistema scolastico per la sua scarsa capacità di formare i più giovani nei confronti del mondo del lavoro.

Da un lato ci sono competenze tecniche, in costante e rapido aggiornamento, che vanno di certo insegnate.
Dall’altro però c’è l’attitudine all’imprenditorialità che, come sostiene l’Unione Europea (citazione da recuperare), è una delle competenze fondamentali per il prossimo futuro.

Il ruolo delle PMI, in tutta Europa e in particolare in Italia, è fondamentale per il processo di crescita economica e per lo sviluppo delle diverse aree industriali.

Purtroppo nel mondo della scuola l’imprenditorialità, come valore morale e come competenza, è stata da sempre scarsamente considerata.

Invece, secondo noi, le imprese sono un elemento cruciale non solo del tessuto economico ma anche di quello culturale.

Altri paesi, come la Cina (https://forbes.it/2019/04/05/a-8-anni-a-lezione-di-finanza-cosi-la-cina-batte-tutti-in-educazione-finanziaria/), hanno introdotto l’educazione finanziaria e aziendale già dalle scuole elementari.
Queste scelte non servono solo a formare i giovani imprenditori, ma anche a offrire gli strumenti per difendersi dalle truffe, secondo il principio che quanto più conosci il valore del denaro, in termini di lavoro necessario per guadagnarlo, tanto più sarai diffidente verso le promesse di un guadagno facile (https://st.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-11-11/bambini-lezione-economia-e-finanza-libri-app-e-videogiochi-144510.shtml?uuid=ACamOpXB).

OFFRIRE BASI SOLIDE PER IL PASSAGGIO GENERAZIONALE

Dal punto di vista delle imprese già esistenti, abituare i più giovani a ragionare come degli imprenditori consentirà un passaggio generazionale più efficace all’interno delle aziende.

I problemi legati al passaggio di testimone tra generazioni all’interno di un’azienda sono tantissimi: aspetti legali, fiscali, organizzativi, commerciali e anche emotivi (ecco un interessante approfondimento https://www.ilsole24ore.com/art/-nodo-passaggio-generazionale--AE2vYXeC).

In una situazione simile, sapere che i futuri eredi dell’azienda hanno già maturato una sensibilità nei confronti dell’imprenditorialità come valore e come abilità organizzativa e manageriale va a tutto vantaggio di un passaggio con esito pienamente positivo.

Dunque l’imprenditorialità si può e si deve insegnare. Forse si potrebbe obiettare che la scuola rischia di trasformare un’attività fondamentalmente pratica come la gestione dell’impresa in pura teoria.

È una preoccupazione legittima. Per fortuna, però, le tecniche più avanzate di insegnamento dell’imprenditorialità hanno un orientamento pratico.

L’INSEGNAMENTO DELL’IMPRENDITORIALITÀ IN EUROPA

Portare i progetti di imprenditorialità nelle scuole è compito degli istituti e dei docenti.

Le aziende del territorio però possono indicare la direzione nei progetti di alternanza scuola-lavoro, orientandoli a stimolare le capacità imprenditoriali degli alunni.

Invece per i docenti che volessero sviluppare le proprie abilità nell’insegnamento dell’imprenditorialità l’Unione Europea ha promosso l'elaborazione di un manuale pratico specifico: ecco il link (pdf allegato realizzato da Il Mio Futuro per il progetto Erasmus CREATOR).

Nella prima parte del manuale vengono presentati gli approcci teorici passati e presenti, ma in breve si passa agli esercizi pratici da svolgere in gruppo.

Non si tratta dei tradizionali schemi sullo sviluppo del business plan, ma di esercizi per sviluppare visioni alternative, dalla ricerca dell’idea imprenditoriale alla presentazione in pubblico del progetto.

Siamo certi che il manuale, pur essendo pensato per gli insegnanti, offrirà molti spunti interessanti anche per quelle aziende che sono attente alla formazione interna.

Forse nel manuale potreste trovare quell’esercizio da svolgere in gruppo che potrebbe, grazie al dialogo tra un commerciale e un ingegnere, suggerire una soluzione in grado di risparmiare risorse o potenziare il valore di un servizio.

I VANTAGGI DI UNA CULTURA IMPRENDITORIALE DIFFUSA: I DIPENDENTI COME AMBASCIATORI DEL BRAND NEL MONDO DIGITALE

Una comunità in cui i giovani sono più attivi e propositivi nei confronti del mondo imprenditoriale è già di per sé un grande vantaggio per tutto il sistema produttivo di una regione.

Un altro grande vantaggio è avere dei futuri dipendenti e collaboratori consapevoli del valore del brand aziendale.

Secondo quanto riportato dall’autore Bryan Kramer nel libro “Condividere”, le aziende dovrebbero cercare i propri influencer digitali (o almeno una parte) per prima cosa al proprio interno.

Infatti, i contenuti digitali prodotti da un’azienda possono raggiungere molte più persone ed avere un maggior impatto se questi sono prodotti o condivisi dai dipendenti stessi.

Per farlo però non basta premere un semplice pulsante: bisogna avere ben chiaro il valore di un’azienda e come questa si relazione con il mondo.

Cosa ne pensate del ruolo dell’imprenditorialità nella scuola? Vorreste farla diventare una materia scolastica? Fatecelo sapere.

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